ciclo circadiano

Torna l’ora solare: domenica 28 ottobre si dormirà un’ora in più

Ormai ci siamo: pochi giorni e tornerà in vigore l’ora solare. Infatti, nella notte tra sabato 27 e domenica 28 ottobre dovremo spostare le lancette dell’ orologio un’ora indietro.

Anche se siamo tutti felici di dormire un’ora in più, è bene ricordare che questo avvenimento comporta un cambiamento di ritmi e abitudini il quale, almeno nei primi tempi, può causare stanchezza e difficoltà a prendere sonno la sera.

Per il nostro organismo non è così semplice adattarsi ad una nuova routine. Perché? La ragione è legata ai “ritmi circadiani”, ovvero una serie di variazioni regolate dal cervello che influenzano con cadenza quotidiana molteplici funzioni del nostro corpo.

I ritmi circadiani: cosa sono e a cosa servono?

Il nostro organismo è regolato da ritmi di funzionamento che si realizzano lungo un arco di circa 24 ore. Questi cicli sono detti appunto “ritmi circadiani” (dal latino “dies”: giorno) e consistono in variazioni cicliche di attività fisiologiche e biologiche, come la pressione arteriosa, la temperatura corporea, la frequenza cardiaca e il funzionamento renale.

Il meccanismo più influenzato dai cicli circadiani è, però, quello del ritmo sonno-veglia. Questo ritmo stabilisce quando e per quanto tempo il nostro corpo deve rimanere sveglio o riposare. I ritmi circadiani sono diversi in ognuno di noi e possono essere sfasati da cause esterne o eventi particolari, come ad esempio il cambio di fuso orario, che modifica la qualità del nostro riposo.

Un cambiamento di routine, stagione, orari o abitudini può mettere in difficoltà questi “orologi interni” che per qualche giorno risulteranno sballati, inviando informazioni errate nei momenti meno opportuni: atroce sonnolenza in ufficio, iperattività notturna, ma anche insonnia, attacchi di letargia, ecc.

Per capire meglio questo fenomeno, vi presentiamo alcune curiosità legate all’importante azione dei cicli circadiani.

1. Tecnologia v.s. natura: meglio la luce solare

Uno dei fattori che più determina il ciclo sonno-veglia è ovviamente la luce. I nostri cicli circadiani si regolano seguendo l’andamento della luce solare. Purtroppo il nostro cervello non sa distinguere la luce naturale dalla luce artificiale, di conseguenza l’utilizzo serale o notturno di lampade, televisori o smartphone ha il potere di sballare i cicli circadiani e convincere il nostro organismo che sia ancora pieno giorno.

2. Il Jet Lag sociale e l’odiatissimo lunedì mattina

Notoriamente il Jet Lag colpisce chi viaggia molto, cambiando diversi fusi orari; eppure è possibile soffrire di questo disturbo anche senza muoversi dalla propria città. Come? Fare le ore piccole e poi dormire più a lungo del solito il mattino, come spesso accade nel week end, può provocare una sfasatura del ritmo sonno-veglia. Questo fenomeno prende il nome di “Jet Lag sociale” e risulta nettamente percepibile il lunedì mattina quando il nostro organismo è costretto, suo malgrado, a fare i conti con la consueta routine.

3. La sindrome del turnista (e delle neomamme!)

Questo disturbo del sonno è tipico delle persone che per lavoro sono costrette a fare dei turni, modificando frequentemente i loro orari di lavoro, specialmente se saltuariamente impegnati in mansioni notturne. Se protratte, tali interruzioni del ritmo naturale del sonno possono provocare insonnia e/o eccessiva sonnolenza diurna. A questa sindrome possono andare incontro anche le neomamme che, a causa dell’allattamento e dei frequenti risvegli del neonato, sfasano il loro ciclo sonno-veglia.

4. Difese immunitarie e disturbi del sonno

Una delle dirette conseguenze è quella di indebolire le difese immunitarie. I risultati di un recente studio indicherebbero infatti che alcuni geni, responsabili della risposta difensiva agli attacchi batterici e virali, sarebbero controllati dai ritmi circadiani che, se scompensati, ne inficerebbero la funzionalità.

5. Gravidanza e cicli circadiani

Anche per chi è già dolce attesa o per chi spera di concepire un figlio, il rispetto dei normali cicli circadiani è una buona abitudine. Uno studio del 2014 ha dimostrato che la produzione di melatonina – naturalmente innescata dai ritmi circadiani corretti – contribuirebbe a proteggere gli ovuli di una donna dallo stress, grazie ai suoi poteri antiossidanti.

La sfasatura dei ritmi circadiani e i disturbi del sonno

Insomma, che si parli di Jet Lag sociale o sindrome del turno di lavoro, sonnolenza diurna ma anche insonnia e narcolessia, alla base di gran parte dei disturbi del sonno ci sarebbe proprio una sfasatura dei ritmi circadiani.
Nei casi più lievi, i disturbi provocati da una lieve scompensazione si risolvono quando l’orologio biologico torna in fase con i cicli luce-buio naturali. Anche nel caso del passaggio dall’ora legale a quella solare, o viceversa, i fastidi solitamente si protraggono per 10-15 giorni al massimo, salvo poi attenuarsi fino a svanire.
Per questo è importante, quando possibile, rispettare i ritmi naturali, evitando di forzare il nostro organismo a recuperare equilibri e dinamiche corretti.

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